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Intervista a Simone D’Armini | Speciale Napoli Comicon 2019

Tempo di lettura: 6 minuti

CA: Allora, prima di cominciare permettimi di farti i miei complimenti, perché Spider King è stato sicuramente tra le cose più fresche e interessanti che ho letto nel corso dell’anno. Un successo piuttosto rapido nonostante i suoi due autori fossero al loro esordio. Qui Napoli tra l’altro, debutti anche in Italia con Saldapress, casa editrice di cui sei ospite durante questa manifestazione partenopea. Parlarci un po’ della genesi del fumetto che sei qui a promuovere, com’è nata l’idea di questo fantasy/futuristico che ha un po’ spiazzato tutti, me compreso.

S: Grazie mille per i complimenti. Sono stato contatto da Josh (sceneggiatore di Spider King) su deviantart, un sito che andava parecchio di moda tra i fumettisti un po’ di tempo fa. Per Josh ho realizzato, su commissione, il character design di una serie di personaggi – che poi sono diventati parte integrante della storia di Spider King – ed insieme a questo una storia breve di sette pagine, dal titolo Fluffy The Barbarian, che adesso è stata raccolta nella bellissima edizione realizzata da Saldapress. Fluffy The Barbarian è stato un po’ il banco di prova, ed ci ha aiutato a capire cosa poteva funzionare e cosa no, sia dal punto di vista della storia che dei personaggi. Per esempio, il personaggio di Elga non doveva far parte della storia originale, ma pare fosse piaciuta parecchio a tutti quelli che avevano letto Fluffy The Barbarian che alla fine abbiamo deciso di tenerla e darle il ruolo che poi ha ricoperto. Una volta messe giù le prime idee, abbiamo fatto partire questo Kickstarter – che coincideva con l’inaugurazione di Kickstarter Australia – con un obiettivo iniziale di 19000 dollari. Con questi, il nostro obiettivo era quello di realizzare una storia di 55 pagine. La risposta del pubblico e dei nostri sostenitori ci ha sorpresi, andando ben oltre le nostre aspettative – mi pare che la somma raccolta fosse di circa 25000 dollari – il che ci ha permesso di essere anche più intraprendenti ed ambiziosi, arrivando a realizzare una storia di 112 pagine (più del doppio di quello che i nostri sostenitori avevano inizialmente comprato). Che dire, ci siamo trovati benissimo a lavorare insieme, si è instaurata quasi subito una connessione per tutto quel che riguarda lo stile che volevamo dare alla storia, quello che volevamo metterci dentro. Devo aggiungere che Josh ha avuto grande fiducia in me e mi ha permesso sin da subito di sperimentare come meglio preferivo con lo stile e l’impronta che volevo dare a Spider King. In fondo è stata anche una scelta coraggiosa perché lo tratto che ho utilizzato per questa storia è molto particolare. Ci ho messo il tempo che ci ho messo ma spero che ne sia valsa la pena (ride).

CA: Beh è stato senz’altro un bell’esordio, direi. Per quanto riguarda invece il primo impatto vero e proprio con il fumetto, come ti sei trovato? So che prima di questo volume facevi principalmente illustrazioni, character design…mi sembra di aver visto qualche tuo lavoro per Riot Games.

S: Si questo è stato il mio primo vero e proprio lavoro a fumetti fatto e finito. In realtà, il fumetto non era qualcosa di completamente nuovo per dal momento che ho studiato alla scuola romana di fumetto; certo questa esperienza continuerò a ricordarla come “Quella volta che ho veramente imparato a fare fumetto”, non ci sono dubbi su questo. Ha richiesto molte risorse e molto tempo, però spero ne sia davvero valsa la pena. Ad ogni modo, il successo con IDW è stato sicuramente gratificante, il crowdfunding è andato ben oltre le nostre aspettative ed ora mi auguro che vada bene anche l’edizione italiana con Saldapress.

CA: Questo penso che possiamo darlo per assodato: si tratta decisamente di un bel prodotto..

S: Si, poi non potevo chiedere di meglio al mio editore che ha realizzato un’edizione davvero bellissima, forse la più bella a livello internazionale, per cui non potevo chiedere proprio di più.

CA: Quello che mi ha stupito sin da subito è stata anche la maturità con cui avete affrontato tu e Josh questo racconto. Di solito gli esordienti ostentano una sicurezza che non gli appartiene e che magari raggiungono solo più in la col tempo. Specialmente quando poi magari ti ritrovi a passare dal mondo dell’illustrazione a quello dei fumetti, due mondi molto simili per alcuni aspetti, diametralmente opposti per altri. Sempre rimanendo in tema Spider King, non posso fare a meno di chiederti come cavolo vi è venuta in mente l’idea del mesh-up tra alieni e vichinghi. Tanto improbabile quanto riuscita in fin dei conti.

S: Beh, qui penso che la comunanza tra le nostre passioni, tra me e Josh è stata sicuramente incisiva. Entrambi abbiamo sempre condiviso questo amore incondizionato per il fantasy alla Conan The Barbarien o Sword&Sorcery, o come vuoi chiamarlo insomma. Un genere che, tra le altre cose, ci è sembrato parecchio attuale visto il favore di cui godono prodotti come GoT, Vikings, Outlander e similari. A questo si è unita l’altra nostra grande passione per la fantascienza ovviamente. Questa mistura è stata in realtà anche una scusa per spingermi a lavorare su qualcosa che mi avrebbe intrigato e divertito…che poi è quello in cui eccelle Josh, ossia saper mischiare elementi e generi con l’intento di creare situazioni divertenti e al contempo stimolanti a livello visivo, cosa fondamentale per un disegnatore. Faccio un esempio molto pratico: Sigmund l’asinello è uno dei miei personaggi preferiti – ed anche uno dei più complicati da inserire in scena per colpa delle sue dimensioni esagerate. Infilarlo in una singola vignetta significava scegliere quasi sempre dei campi lunghi, tant’è che nella maggioranza delle sue apparizioni è solo un muso che sbuca da un angolo del riquadro.

CA: Anche il tuo stile è molto attuale, qualche influenza che noti maggiormente quando riguardi al tuo lavoro e a quelle che sono/sono state le tue letture?

S: Ce ne sono veramente tante. Quella forse più ovvia, o per lo meno quella che mi fanno notare quasi sempre tutti, è quella con Mike Mignola. Il suo modo di disegnare, ma anche e soprattuto il suo story telling sono stati sicuramente una grande influenza per me. A questo ne aggiungo uno un po’ meno evidente, che però deriva anche dal mio amore per l’animazione: Dženndi Tartakovskij, ossia l’autore dietro Samurai Jack.

Samurai Jack di Dženndi Tartakovskij

Ce ne sono molti altri in realtà a cui mi sono rifatto, sia per stile grafico che per modalità di narrare una storia per immagini. Senza abbandonare il discorso Mignola, mi vengono in mente molti dei nomi con cui Mignola ha collaborato nel corso degli anni, come Guy Davis, Duncan Fregredo, James Harren. Ammetto di aver studiato molti dei loro lavori fenomenali, come ho studiato molti dei lavori di Stuart Immonen, di cui ho la fortuna di possedere 3 originali, che ritorno ad osservare tuttora molto molto spesso. Di tutto un altro stampo è il lavoro che ho cercato di fare per Macbeth, ed infatti lo si noterà poco in Spider King perché è meno recente, per cui mi sono ispirato ad alcuni pittori di fine 900 come John Bauer e similari.

CA: Questo mi da l’assist perché ti stavo appunto per chiedere di questo tuo nuovo progetto, di cui è stato lanciato recentemete il crowdfunding. Vuoi parlarci di questo tuo Macbeth, di come è nata l’idea di riproporre questo grande classico della letteratura?

S: Macbeth lo stiamo realizzando con Stefano Ascari e Spaceman Books. In realtà, era molto che io e Stefano cercavamo un’occasione simile per lavorare assieme, specialmente in un contesto in cui ci potessimo prendere un po’ la libertà di giocare con elementi del folklore, personaggi mitologici, streghe etc. Il caso ha voluto che Stefano fosse un grande appassionato di Shakespare e che avesse già realizzato con il grande Alberto Pagliaro, l’adattamento a fumetti di Omero e altre opere. Macbeth semplicemente era l’opera giusta, l’opera che più ci permetteva di spingere sul lato horror fantasy a cui eravamo tanto interessati. Dal punto di vista artistico ovviamente non vedo l’ora di mettermici al lavoro, anche se banalmente la storia è quella che tutti conosciamo…sicuramente non andremo a scrivere il sequel di una storia di Shakespare (ride).

CA: Progetti futuri?

S: Qui entriamo nel classico “C’è una cosa molto grossa in ballo di cui ovviamente non posso preannunciarvi nulla, anche se confido che ne verrete a conoscenza molto presto”.

CA: Beh Simone è stato davvero un piacere, in bocca al lupo per il futuro e ancora complimenti.

S: Grazie mille a voi!

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