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“Black Paradox” di Junji Ito | Recensione

Tempo di lettura: 3 minuti

Ito è un autore che sinceramente ho sempre sentito nominare ma che non avevo mai avuto il piacere di leggere. Il maestro dell’orrore giapponese per me rappresentava infondo solo una delle tante – forse troppe – lacune del mio essere lettore di fumetti. Non sapendo bene da quale opera iniziare (non sono del tutto sicuro che questa possa essere un buon punto di contatto con l’autore) ho deciso di buttarmi un po’ alla cieca e provare il primo volume che mi è capitato sotto mano. Non me ne vogliano i cultori del ‘con quale opera è meglio cominciare per conoscere questo autore?’ ma dopo qualche anno di letture, l’unico vero consiglio che vi posso dare è buttatevi, un passo falso capiterà comunque, per cui è meglio seguire il vostro intuito.

Al di là di queste chiacchere da appossiato, devo ammettere che Junji Ito  è andato oltre l’idea di autore meramente splatter che avevo in mente prima di questa lettura. Forse Black Paradox non sarà certo la sua opera più rappresentativa ma è sicuramente un’opera valida e sufficientemente sfaccettata. L’opera è, come di consueto in quest’ultimo perido, parte della Umami Collection di Edizioni Star Comics e raccoglie in un unico volume le stranianti avventure di quattro giovani individui intenzionati a togliersi la vita. Pidan, Tableau, Marceau e Rosetta, quattro ragazzi, conosciutisi per caso sul sito di suicidi ‘Black Paradox‘ decidono di condividere il loro ultimo viaggio prima dell’aldilà. Ad accomunare i trascorsi inquieti dei giovani ragazzi sembra esserci uno strano caso di doppioni. Gli insoliti racconti mettono in allerta Rosetta che da subito avverte che qualcosa non va. L’assurdo è dietro le porte e dopo una serie di inspiegabili scambi di persona, uno membro dei quattro riesce finalmente nell’intento di uccidersi. L’estremo atto è però compiuto solo a metà ed il giovane, di nuovo nel suo corpo non più così mortale, si ritroverà ad rigurgitare una sfera opalescente dall’ammaliante splendore. A partire da questa pietra, i ragazzi scopro la presenza di un portale verso una dimensione alternativa, dimensione dal quale provengono pietre come quella rigurgitata dal giovane Pidan. L’ingordigia e l’avarizia a questo punto faranno da catalizzatore per il resto della storia. Poco importa che la finestra su questa nuova dimensione sia al termine dell’intestino di Pidan. Ito gioca per semplici ed immediati rimandi alla società odierna e le sue creazioni, seppur ripugnanti, non possono che fare da contro-altare al tutto ciò che di disgustoso compie l’umanità in nome di principi a dir poco discutibili e del mero profitto. Se il luogo da cui provengono le parodoniti, questo il nome affibiato alle pietre, è effettivamente il nostro aldilà, cosa rappresentano allora queste sfere bellissime e ricercatissime? Beh poco importa, purchè ci sia qualcuno pronto a pagarne l’esorbitante prezzo. Black Paradox pone l’accento su una questione abbastanza urgente e per molti aspetti preoccupante come la futilità della società in cui viviamo. Come molti altri, il primo punto di appiglio a quest’opera potrebbe essere la magnifica invettiva di Junji Ito nel concepire deformazioni, mostruosità e similari, ma ciò che Black Paradox propone tra le righe è una riflessione sui principi malsani che in questi tempi animano la nostra società.

Dal punto di vista grafico ho veramente poco da aggiungere: è Junji Ito. Stile inconfondibile, ricchissimo di dettagli e prevalentemente incentrato sulla contrapposizione di bianchi e di neri donando all’oscurità una connotazione talmente ignota e inquietante da trascinarsi durante tutta la lettura. Il sudiciume che di volta in volta appare sulla pagina sembra trasudare dalla carta in tutto il suo ripugnante fetore. Nonostante questo Black Paradox non scade mai nel ‘troppo che allappa’ riuscendo nell’intento di apparire anche qualcosa di più oltre che un semplice splatter-thriller.

In conclusione Black Paradox è una buona opera con cui avvicinarsi al maestro Ito? Direi ne più ne meno di altre probabilmente. Ho già provveduto a procurarmi il primo volume di Uzumaki, opera ben più celebre e blasonata, per cui presto vi saprò dare un giudizio anche su quella. Nel mentre Black Paradox è un’opera discreta, con intenti tutto sommato interessanti e un’esecuzione sicuramente di livello, motivo per cui mi sento di consigliarla, specialmente in questa veste molto elegante in cui Star Comics sta riproponendo le opere di Junji Ito.


To put it simply 15€
  • Black Paradox
3.4

Summary

Risultati immagini per black paradoxDopo essersi conosciuti sul sito per suicidi Black Paradox, quattro persone decidono di morire insieme. Marceau è un’infermiera che ha paura di ciò che potrebbe riservarle il futuro, Tableau è perseguitato dal suo doppelgänger, Pidan è uno studente di ingegneria con un alter ego robot e Rosetta soffre a causa di un angioma che le deturpa il viso. Mentre sono alla ricerca della morte perfetta, tutti loro finiscono per aprire una porta misteriosa… una porta che non avrebbe mai dovuto essere violata.

Un nuovo, agghiacciante volume del maestro dell’horror Junji Ito! E oltre all’opera che dà il titolo al volume, vi aspettano altre due inquietanti storie brevi!

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