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X-O Manowar Vol.4 “Visigoto” | Analisi

Tempo di lettura: 5 minuti

Quanto potere può essere gestito da un solo uomo, seppur dalle capacità straordinarie? Fino a che punto è giusto spingersi pur di onorare appieno il proprio senso di giustizia? Questi interrogativi se li sono posti quasi tutti gli eroi almeno una volta. Ebbene, anche Aric di Teerah si ritroverà presto ad affrontarli tutti in una volta sola nel nuovo numero di X-O Manowar. Scritto dal solito Matt Kindt, ormai factotum di casa Valiant, per l’occasione è accompagnato ai disegni da Ryan Bodenheim (The Dying and The Dead) e dal colorista Andrew Dalhouse (Faith). Mentre come guest star ai disegni dell’ultima storia, si unisce al team l’argentino Ariel Olivetti, autore dal tratto straordinariamente iconico che ben si presta per l’occasione.

Divenuto sovrano di un mondo alieno e ormai privo della propria armatura. Aric, nuovo imperatore del pianeta Gorin, si trova a dover far fronte ad una crisi senza precedenti. Il mondo è infatti sull’orlo del collasso, da tempo afflitto da una carestia di proporzioni bibliche e continuamente osteggiato da una situazione politica divenuta ormai insostenibile. È qui che, nel tentativo di porvi rimedio, Aric resta vittima di un’imboscata. Ebbene sì, i cacciatori di taglie visti nel numero precedente sono arrivati a destinazione. Ha così inizio una battaglia per la sopravvivenza fra il protagonista e il commando, giunto con lo scopo di rapirlo e portarlo via con sé.

Spiazzato dalle numerose minacce e dall’evidente superiorità numerica dei nemici. Aric viene costretto con l’inganno all’interno di un campo di forza, che riesce inaspettatamente a separarlo dalla sua armatura. Rimasto senza difese e costretto alla resa, il protagonista si ritrova legato da qualche parte nel deserto lasciato in balia degli animali pronti a cibarsi di lui. Sembra dunque profilarsi all’orizzonte l’epilogo più amaro possibile. Nel frattempo, nella capitale, il consiglio discute animatamente sull’operato dei cacciatori. Veniamo dunque a conoscenza dell’esistenza di una vera e propria congiura. Piccola premessa, arrivati a questo punto i riferimenti storici si sprecano. A muoverne la regia, troviamo nientemeno che Bruto. Esatto, quel Bruto che tutti noi ricordiamo per essere stato colui che tradì e diede il benservito a Giulio Cesare. Un caso di omonimia sicuramente voluto e ricercato da Matt Kindt al fine di rendere il tutto più credibile. Da lodare sicuramente la cura e l’attenzione ai dettagli da parte dell’autore che contribuiscono a rendere la storia perfettamente bilanciata. Seppur partendo da un’idea all’apparenza abbastanza semplice, Kindt riesce ugualmente a tessere una trama estremamente articolata e di tutto rispetto che nulla ha da invidiare, ma che anzi, ci riporta a quelle che idealmente sono le atmosfere più tipiche di Game of Thrones.

La scelta del disegnatore risulta abbastanza azzeccata, malgrado il tratto di quest’ultimo faccia trasparire qualche lieve pecca durante le scene di lotta, nulla di grave comunque. Lasciato a morire nel deserto, l’epopea di Aric di Teerah sembra giunta al capolinea. Da soldato a generale, da imperatore a caduto. Ma è davvero così? Proprio su questo punto l’autore sembra voler andare a parare. Spinto da una determinazione incrollabile, sacrificando addirittura una mano e con l’aiuto di un alleato inaspettato. Aric riesce a liberarsi e a fare ritorno nella capitale, determinato più che mai ad andare fino in fondo alla faccenda. Una volta faccia a faccia con gli ex compagni, vengono alla luce tutti i dissapori e le paure che hanno portato fino a questo punto. Tuttavia, l’ennesima interferenza di Bruto e il ritorno dei cacciatori fa saltare nuovamente gli schemi vanificando qualsiasi possibile tentativo di chiarimento. Durante lo scontro, nel tentativo di salvare Shon, Aric viene pugnalato a morte da Bruto. Mentre Wynn e Fianco di Ferro vengono neutralizzati dai cacciatori nel tentativo di salvarlo. È decisamente l’ora più buia. Dal punto di vista narrativo siamo di fronte a uno dei momenti più alti e intensi dell’intera gestione. Nel mentre, Aric svenuto si trova a rivivere alcuni fra i ricordi più dolorosi del suo passato, gli stessi che lo hanno portato ad abbandonare la Terra. Giunto ad un bivio, con l’orgoglio spezzato, ma ancora con la voglia di combattere. Aric riesce tuttavia a trovare dentro di sé le risposte e la forza necessarie a ripristinare il collegamento con Shanhara, sbloccandone il vero potenziale. È la resa dei conti, Il vero X-O Manowar è tornato e quel potere a lungo rinnegato è ora pronto ad essere scatenato.

Lo scontro è decisamente epico, i cacciatori vengono costretti alla resa e assistiamo all’ennesimo colpo di scena. Per scongiurare ulteriori danni, Aric propone loro un nuovo accordo. I cacciatori riceveranno ugualmente la ricompensa dovuta, in cambio lasceranno subito il pianeta, Aric farà lo stesso per il bene di tutti. L’accordo è stabilito. Riconosciuto come vero e unico colpevole, anche Bruto viene affidato e portato via dai cacciatori di taglie. Sistemate le cose, anche se a malincuore, il protagonista è costretto a partire lasciandosi tutto per l’ennesima volta alle spalle.

Consapevole di avere fatto del bene, ma ugualmente tormentato, Aric si dirige verso lo spazio profondo. Volendo tirare le somme, Matt Kindt ha fatto certamente un ottimo lavoro, trasportando il proprio eroe in un luogo sconosciuto, rivelatosi poi ancor più oscuro e corrotto della Terra. Soprattutto, è stato bravissimo a farci dimenticare il passato, creando nuove storie ricche di azione e nel mentre fornendoci alcune risposte agli interrogativi rimasti celati sul perché il protagonista decise di lasciare il suo pianeta. Questo non solo ha contribuito in maniera significativa allo sviluppo del personaggio, ma getta le basi per ulteriori storie ancora tutte da raccontare. L’ultima storia dell’albo, quella che probabilmente mi ha colpito di più, apre un nuovo capitolo della storia. I disegni di Ariel Olivetti sono una gioia per gli occhi, siamo decisamente su tutt’altro livello. Il ritorno sulla Terra è ormai prossimo. Tutti coloro che dimenticano il passato, prima o poi sono condannati a riviverlo e questo Aric l’ha capito, ed è giusto così, basta scappare. In conclusione, quest’ultimo arco narrativo si conferma all’altezza del precedente, se non addirittura migliore per certi aspetti. Qualora foste alla ricerca di una storia ben articolata, dai toni epici e ricca di pathos, vi consiglio caldamente di provare a recuperare per intero il lavoro di Matt Kindt su X-O Manowar. Nel frattempo, guardiamo avanti, verso il prossimo evento. Stay tuned.

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  • X-O Manowar Vol.4 "Visigoto"
4.5

Da soldato a generale, da imperatore a esiliato

Da SOLDATO a GENERALE, da IMPERATORE a ESILIATO!

L’inarrestabile ascesa al trono di un mondo alieno ha fatto guadagnare ad Aric di Dacia numerosi alleati… e una legione di nemici infuriati. Ora, privato della corona e scacciato dal suo regno, l’uomo conosciuto come X-O Manowar deve tornare alle sue origini terrestri di guerriero e spadaccino, se vuole sopravvivere contro una spietata banda di cacciatori di taglie intergalattici ingaggiati per ucciderlo. Messo alle corde, con poche vie di scampo, l’ultimo dei visigoti sarà infine costretto a usare l’arma che aveva giurato di abbandonare, l’invincibile armatura X-O Manowar?

Contiene X-O MANOWAR (2017) #11–14.

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