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[Recensione] Black Hammer vol.2 – “L’evento”

Tempo di lettura: 7 minuti

La storia finora…

Sin dagli albori della sua carriera Jeff Lemire si è da subito distinto per la sua spiccata sensibilità e per il profondo interesse verso tutte le relazioni interpersonali che legano i suoi personaggi. Delle volte, e nel corso degli ultimi anni Jeff ne ha scritte di cose, questo suo tratto distintivo è stato tenuto sottotraccia, ma la fan base dello scrittore è ormai solida e i suoi lettori  conoscono bene questo aspetto delle sue storie. Ora, dopo aver scritto un paio di serie main-stream sia di casa Marvel che DC, Lemire ha deciso di tornare a creare il genere di racconti con cui ha maggiore familiarità: quelle storie dal gusto rurale, in cui il rapporto che si instaura tra lettore e i personaggi è quasi “confidenziale“.

Come uno studentello fresco fresco di successo e popolarità, Lemire ha ora in mano gli strumenti e i mezzi – non è che prima non  li avesse ma la fama acquisita lavorando su personaggi più blasonati, sicuramente aiuta – per portare avanti tutti i progetti a lui cari, magari anche quelli rimasti chiusi nel cassetto negli anni. Da qui infatti nasce l’idea originale di Black Hammer: un soggetto creato più o meno ai tempi di Essex County, quando il fumetto per il giovane Lemire non era altro che una passione con cui aveva iniziato a sperimentare. Di acqua sotto i ponti ne è passata e non servo io per farvi capire quanto lo sceneggiatore si sia evoluto in questo lasso di tempo. Di esempi nel panorama odierno ne avete a bizzeffe, e non solo tra le graphic novel.

Black Hammer quindi, è un progetto di vecchissima data, come suggerisce lo stesso Lemire nella postfazione del primo volume intitolato “Origini Segrete”, precedente anche a Essex County. In giovane età Abraham Slam, Golden Gail sono quindi la risposta diretta alle passioni più ferventi del canadese, che probabilmente a quei tempi lavorava ancora come cuoco e coltivava il sogno di scrivere un giorno le storie dei propri supereroi (un po’ come faceva il piccolo Lester in Essex County). Il momento in cui Lemire concepisce gli eroi di Spiral City però non è quello giusto: dopo un discreto lancio sulla scena indie con ‘Cani Smarriti‘, lo scrittore si appresta a realizzare quella perla grezza che è ‘Essex County’. Da quel momento il fumetto per Jeff smette di essere un semplice vezzo e diventa pian piano una occupazione a tempo pieno. Arrivano i riconoscimenti delle major, che gli affidano alcune testate (X-Men, Moon Knight, Freccia Verde, Occhio di Falco). Approda in Valiant, dove ancora oggi continua a curare la testata di Bloodshot. Finalmente il momento diviene quello giusto. Liberatosi dai contratti pendenti con le major, il buon Lemire, ora fiducioso dei propri mezzi, si imbarca in un nuovo progetto creator owned per Image: nasce quindi Descender. Finalmente libero e col solo pensiero di scrivere le proprie storie a briglia sciolta, Lemire infine ripesca Black Hammer. Sono passati anni e lui sicuramente non è più lo stesso scrittore che era ai tempi di Cani Smarriti. Qualche modifica è quindi necessaria, ma lo spirito iniziale rimane. Come disegnatore viene designato Dean Ormston, un disegnatore inglese dal tratto sottile che ha lavorato al magazine di Judge Dredd e collezionato altre comparsate in storie di Sandman e Lucifer. Non esattamente una superstar di disegnatore ma la serie vende bene e agli Eisner vince anche il premio come ‘Best New Series‘ del 2017.

Black Hammer – L’evento…

In Italia la serie viene pubblicata da Bao Publishing che a Marzo del 2017 rende disponibile il primo volume e al Lucca Comics & Games dello stesso anno porta come ospiti anche i due autori. A breve invece dovrebbe debuttare il secondo volume, praticamente in contemporanea con gli USA, il cui titolo sarà  “L’ evento”. Non mi dilungo oltre a parlarvi del primo story-arc perché ne abbiamo parlato già a sufficienza. Vorrei soffermarmi invece sul secondo volume della serie e su come questa storia stia a evolvendo in un vero e proprio universo espanso.

Cominciamo parlando del secondo arco narrativo che si apre presentando le origini del Black Hammer: Joseph Weber. Il personaggio era rimasto in ombra fin dall’inizio della nostra storia, mentre ci venivano presentati gli albori degli eroi di Spiral City, sopravvissuti alla catastrofe contro l’anti-dio. Gli inizi del Black Hammer ovviamente fanno solo da pretesto per descrivere un background indiretto della neo arrivata Lucy Weber. La ragazza, figlia del supereroe armato di martello, è chiaramente una parte fondamentale nello sviluppo della trama trasversale di Black Hammer, come ha chiaramente evidenziato il finale del #6, in cui Madame Dragonfly cancellò i ricordi della giovane nell’istante immediatamente successivo al suo arrivo a Rockwood. In ogni caso la ragazza sembra essere davvero tosta, e la credibilità della piccola cittadina/prigione scricchiola sotto le pressanti domande della giornalista di Spiral City. Un po’ come Matrix per Neo, cominceremo a scoprire quali sono le reali limitazioni a cui i nostri eroi “attempatelli” hanno accettato di sottostare, le contraddizioni e le lacune di questa realtà in cui sono stati catapultati. Dire che tutto il secondo volume gravita attorno alla figlia del defunto Black Hammer sarebbe però errato. Lemire infatti, porta avanti la storia balzando tra il tempo presente e il passato (delle volte anche il futuro) per aggiungere tasselli alle storie dei singoli personaggi: Abraham si trascinerà ancora più affondo nel tentativo di far funzionare le cose con l’ex-moglie dello sceriffo; Barbalien, il marziano (il Martian Manhunter di Spiral City), combatterà con se stesso per vincere la paura di mettersi ancora una volta in gioco ed esporsi al giudizio degli altri. Con Barbalien, straniero tra gli stranieri, Lemire gioca molto sui pregiudizi della società odierna e sui tabù che ancora oggi persistono in alcuni ambienti. Il colonnello riserverà diverse sorprese, per cui è molto difficile parlarne senza cadere nello spoiler. Talky-Walky e Madame Dragonfly rimarranno un po’ in disparte in questo story-arc, anche se questo non significa che non saranno incisivi in più di un contesto. Scopriremo infine una importantissima verità del passato di Golden Gail, che metterà in una luce completamente diversa anche il recente spin-off “Sherlock Frankenstein & The Legion of Evil”.

Una piccola parentesi sullo spin-off

Vale la pena spendere due  righe anche su Sherlock Frankenstein, lo spin-off scritto dallo stesso Lemire e disegnato da David Rubìn. La collaborazione tra Rubin e Lemire non è propriamente cosa nuova, difatti avrete modo di vedere il galiziano alle matite del numero 9 e 12. Il rapporto tra gli autori si è quindi concretizzato in questo spin-off, per cui ho già speso alcune parole, all’uscita del primo numero (trovate l’articolo qui). Tra poco più di una settimana dovrebbe uscire l’ultima parte di questa miniserie, siamo quindi in attesa della rivelazione del 4°capitolo che in qualche modo andrà a chiudere la storia, collegando “l’evento” con le attuali vicende dei giustizieri di Spiral City. Molto probabilmente Lemire andrà a far luce su cosa Lucy abbia realmente scoperto o come sia riuscita a raggiungere i compagni di suo padre. Per quanto letto finora, la mini si pone sullo stesso piano di Black Hammer, rielaborando elementi e riferimenti storici dei comics ma al contempo costruendo un intreccio maggiormente orientato al genere investigativo. La coppia di autori ha lavorato con grande sintonia, riuscendo sicuramente – forse anche più che con Ormston – nel reinventare personaggi e concetti per incastonarli alla perfezione nelle atmosfere della serie. Una mini che merita senz’altro di essere letta, se non altro per avere una panoramica più completa sugli avvenimenti della storyline principale.

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Parlando di spin-off, fate attenzione a questo signore. A Marzo vedremo la miniserie a  lui dedicata: Doctor Star & The KIngdom of Lost Tomorrows

Considerazioni in libertà…

Col procedere della lettura del secondo story-arc di Black Hammer, si va sempre più delineando il ventaglio di emozioni e stati d’animo che i personaggi mostrano nei confronti della vicenda che sono costretti a vivere. In questo senso, Lemire capovolge la dialettica che era propria della filosofia supereroistica del primo Moore. Si ho citato il mago in un pezzo su Lemire, ma aspettate a darmi dell’eretico. L’esempio che più calza per spiegarvi quello che ho in mente è Marvelman. Se la “parabola” di Micky Moran mirava a rispondere alla domanda “Cosa farebbe un essere umano se improvvisamente fosse stato investito del potere di un dio?” è altrettanto evidente che Black Hammer mira a mostrare il contrario: ” Cosa farebbe un super-umano se improvvisamente fosse costretto a vivere una vita quotidiana e monotona?”. Lemire risponde a questa domanda con pluralismo, raccontando i diversi modi di fronteggiare una simile vicenda con sguardo intimista. In quest’ottica vengono fuori tutte le differenze di fondo tra i vari personaggi: vediamo chi abbraccia questa vita perché stanco degli insuccessi comportati dall’età; chi una propria umanità non l’ha mai avuta per cui accetta ne più ne meno la condizione attuale; chi una propria vita l’aveva trovata ma è stata forzata a staccarsene a causa dell’evento.

L’altro punto di forza di Black Hammer risiede nei continui rimandi e citazioni che Lemire fa alla Golden e Silver Age. Nomi, design, background sono ripetutamente ripescati e mescolati in maniera analoga a quanto Moore fece con i personaggi di Tom Strong. Anche in questo caso – come per Tom Strong d’altronde- sarebbe superficiale definire Black Hammer un semplice omaggio perché l’intento e focus dell’opera di Lemire è sulle persone e le vicende che sono dietro le maschere e i mantelli sgargianti.

In conclusione Black Hammer vol.2 – “L’evento” si conferma all’altezza del primo story-arc, rafforza i personaggi e arricchisce la storia di dettagli, senza dimenticare di portarci un passo più avanti nella scoperta del mistero. Non vedo come potrei sconsigliarvi l’acquisto di questo secondo volume che esce il 18 di questo mese in fumetteria, pubblicato con la sempre eccellente cura da Bao Publishing. Come al solito, se questo pezzo vi è piaciuto e volete accattarvi il volume di cui abbiamo parlato, potete farlo dando un contributo alla causa Comics Authority usando il link che vi lascio più sotto. Noi ci vediamo sotto il prossimo pezzo, Buonsalve ragazzuoli!

 

To put it simply 19€
  • Black Hammer Vol.2 - L'Evento
4.5

Il mistero di Black Hammer si infittisce

Jeff Lemire scrive, con Black Hammer, una lettera d’amore ai supereroi. Lo fa apparentemente aggirandone tutti i cliché, e raccontando di un gruppo di eroi che, dopo la loro più importante missione, vengono esiliati su un mondo che non li conosce, dove non esistono eroi come loro. Questo mondo, in questo secondo volume, comincia a rivelarsi più effimero e finto di quanto credessero, e quando la figlia dell’eroe caduto noto proprio come Black Hammer arriva da loro, sperando di trovare il padre, il fatto stesso che sia riuscita a trovarli solleva più domande di quante non trovino risposta. Dean Ormston, e per un capitolo David Rubin, disegnano questa storia dandole una tridimensionalità stupefacente.