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Seven to Eternity – Un fantasy puro dalla penna di Rick Remender | Recensione

Tempo di lettura: 3 minuti

Tra le varie novità portate da Panini all’ultimo Lucca Comics, ha fatto capolino anche il primo volume di Seven to Eternity, serie Image che ha attirato sin da subito la nostra attenzione. Pubblicata per la prima volta sul finire del 2016, scritta da Rick Remender (ormai un abitué dei nostri articoli) e disegnata dall’ottimo Jerome Opena, per i colori di Matt Hollingsworth. Seven to Eternity si mostra a prima vista come un fantasy fatto e finito, senza alcuna contaminazione di genere.

“Solo” fantasy puro e semplice. Una vera e propria scommessa considerando il panorama attuale del fumetto occidentale. Nato da una banale conversazione telefonica, per ammissione dello stesso autore, quest’opera rappresenta un vero e proprio tentativo di creare qualcosa di nuovo, visivamente accattivante e dalle tematiche inedite. Da sempre nella mente dello scrittore Seven to Eternity dimostra  quindi un approccio differente, ma con lo spirito e l’accuratezza a cui siamo sempre stati abituati. Seven to Eternity porta infatti con sé un folto bagaglio di contenuti, a dimostrazione dell’impegno mosso dallo stesso Remender. La trama narra delle vicende di Adam Osidis, membro di una famiglia da tempo costretta all’esilio per via di alcune scelte compiute dal padre di Adam: Zebadiah Osidis. Zeb infatti si è dimostrato incapace di riconoscere e piegarsi all’attuale sovrano(Garlis) del continente di Zhal, il cosiddetto “Re dei Sussurri”, un essere che grazie al suo potere è riuscito ad insediarsi nelle menti e nei cuori di tutti in cambio del loro più oscuro e profondo desiderio.

Il vecchio Osidis, si è in passato opposto a questa offerta – chiamata “Proposta di fango” – ed ha vissuto la sua vita rimanendo fedele ai propri principi e alla propria integrità morale, determinando sostanzialmente l’esilio della propria stirpe. Al di là del misero retaggio, Adam possiede inoltre il rarissimo privilegio di poter trarre forza dal mondo degli spiriti, dono che lo rende padrone di un grandissimo potere. I “Mosaik”, dinastia a cui appartiene la famiglia Osidis,  hanno già cercato in passato di ostacolare l’ascesa del re e del suo ordine, senza grande successo. A seguito dell’ennesima tragedia, per il nostro arriverà dunque il momento di doversi confrontare con sé stesso. Sull’orlo del baratro, con una famiglia in condizioni alquanto precarie e sempre più vittima della sua malattia che presto lo condurrà alla morte certa, Adam sceglie di rinnegare il passato. Questo lo porta a intraprendere un viaggio, per raggiungere il re e negoziare un futuro migliore per il proprio clan. Il vortice di eventi che ne scaturirà, cambierà il destino di Adam per sempre. Qui l’autore ci porrà di fronte a un bel dilemma, una situazione intricata dalle molteplici soluzioni e dai risvolti più o meno decisivi, a cui non mancheranno di aggregarsi diversi colpi di scena molto interessanti. Coraggiosa la scelta di Remender di stravolgere un eroe profondamente positivo. Adam si dimostra da subito un personaggio ben più complesso del padre ed in continua evoluzione. Tante le porte lasciate aperte al termine del primo story-arc e le prospettive all’orizzonte non sono troppo rassicuranti per i nostri 7. Siamo di fronte a un reale cambio di posizione o quella di Adam è una piccola deviazione temporanea dalla strada della rettitudine? Ricco di tante possibili interpretazioni, il sotto testo di Seven to Eternity è un monito al libero arbitrio e un plauso all’uomo faber del proprio destino.

La scelta di Opena ai disegni risulta assolutamente azzeccata, le tavole sempre di alto spessore, brillano, grazie anche alla pennellata di Matt Hollingsworth, qui in pieno stato di grazia. Personalmente ho apprezzato molto la lettura di questo primo albo, malgrado la narrazione dell’autore e la gestione della vignetta a volte risultino leggermente appesantite da alcune scelte dei dialoghi. Scelte che secondo me vanno a deviare leggermente l’attenzione del lettore, perdendo parte dell’efficace resa visiva delle matite di Opena. A risentirne sono soprattutto le scene d’azione, tuttavia Seven to Eternity risulta ugualmente godibile e una lettura interessante. Alla fine, mi sento comunque di consigliare questo fumetto. Se siete in cerca di qualcosa di alternativo, di graficamente eccelso e siete amanti del genere fantasy, Seven to Eternity fa senza dubbio al caso vostro. In patria è tuttora in corso e noi continueremo a seguirlo, sperando che continui a non deluderci.

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