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Extremity #1 | Recensione

Tempo di lettura: 2 minuti

Il giocattolo di Daniel Warren Johnson

Extremity, serie pubblicata dalla Image sotto l’etichetta Skybound, parte col turbo. Due, tre pagine e già sei lì a gridar vendetta contro i ‘Paznina’. L’autore Daniel Warren Johnson riduce la sceneggiatura all’essenziale per tenervi con l’occhio incollato sulla pagina. Nessuno sproloquio inutile, un breve recap iniziale e si parte alla conquista. Anche la mappa a fine albo strizza l’occhio ad una impostazione tipicamente videoludica, evidenziando le tappe successive della storia e rimarcando l’obiettivo finale. La storia è quella di una piccola tribù, i Roto. I membri di questo ‘clan’, alla cui testa troviamo Jerome padre di Rollo e Thea (la protagonista cui è stato mozzato un braccio, da cui il titolo Extremity), sono in procinto di prendersi una bella rivincita sul clan dei ‘Paznina’.

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Il personaggi ci piacciono e ammetto di essermi divertito non poco vedendoli in azione. In tutto questo, l’autore trova anche il tempo per dargli un filo di caratterizzazione e non lasciarli bidimensionali. Beh, direi che la serie poggia su delle pregevoli premesse.

Discorso a parte per Daniel Warren Johnson che è probabilmente un marziano. L’opera è infatti gestita quasi interamente dall’autore. Disegni, testi e copertina sono merito suo e porca troia che lavoro! Un tratto di quelli sporchi e non troppo realistici. A livello di design è un frullato di figaggine  assoluta. Dagli sprinter di Star Wars alle atmosfere da Mad Max ce sta un po’ di tutto e funzionato da dio. Lo stile mi ha ricordato in più di un’occasione quello di David Rubìn e la cosa non può che farmi piacere. Il primo numero mi ha lasciato con la voglia di leggerne ancora quindi Mr.Johnson: MISSION ACCOMPLISHED!

Spero ardentemente che Saldapress abbia in programma di pubblicarlo a breve perché Skybound stavolta ha sfornato un’altra chicca

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